Centro di Psicoterapia e Psicoanalisi a Brescia

Trauma Psichico e Sviluppo Emozionale Ed.1

think in mind

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Temi centrali dei tre seminari saranno le reciproche interazioni che avvengono nel corso dei primi anni di vita tra madre e bambino, che organizzano l’esperienza della soggettività e del pensiero e creano dei pattern che andranno a costituire le strutture organizzative inconsce alla base della personalità e dell’identità. La capacità del genitore di attribuire intenzionalità al bambino, di considerarlo dotato di pensieri e desideri, sarebbe, dunque, centrale per l’instaurarsi del sentimento d’identità. 

Anche attraverso esempi clinici, saranno discusse ed esaminate le caratteristiche delle relazioni primarie e le distorsioni precoci nella comunicazione emotiva tra la mente del genitore e quella del bambino. Nei casi complessi, le difficili esperienze infantili compromettono infatti la crescita della personalità e favoriscono la costruzione di strutture patologiche che impediscono lo sviluppo dell’identità e della capacità di relazione.

Altro tema centrale dei seminari è Trattamento Basato sulla Mentalizzazione (MBT), è una forma di psicoterapia, che ha profonde radici nella teoria e nella pratica psicoanalitica. A partire dagli studi di Bowlby sull’attaccamento e dall’osservazione pluridecennale condotta sui bambini e sui loro caregivers,  il gruppo di ricerca dell’Anna Freud Center di Londra, ha approfondito e sviluppato il costrutto teorico della Mentalizzazione, concetto ancora aperto nella sua definizione. Dalla collaborazione tra ricercatori e clinici come M. Target, P. Fonagy, e A. Bateman, nasce il modello di trattamento rivolto ai disturbi di personalità, ed in particolare al disturbo Borderline. 

Secondo gli autori, l’instabilità e la fragilità della coesione del sé derivante da un “fallimento” delle responsività genitoriali, espongono il paziente a cadute della capacità di mentalizzazione in situazioni di attivazione del sistema di attaccamento. Tanto più è coinvolto in una relazione affettiva, tanto meno il paziente è capace di mentalizzare. Questo limite rappresenta l’ostacolo più arduo nell’approccio terapeutico in quanto l’attivazione di un legame tende a rendere il paziente più vulnerabile alle proprie stesse emozioni, incapace di regolarne l’intensità ed esponendolo a rischi evacuativi nei suoi comportamenti.

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